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"La patata (Solanum tuberosum) è con tutta probabilità originaria delle Ande e veniva coltivata dagli indios peruviani più di 5.000 anni fa; nel mondo andino le patate essiccate o chuno erano un alimento capace di conservarsi per intere stagioni e la patata spesso costituiva la principale fonte di sostentamento delle popolazioni dei freddi altipiani andini.
La prima descrizione da parte di un europeo ci viene da Pedro Cieza de León, famoso cronista del XVI secolo; non passò molto tempo che le patate ("papa" in chechua, la lingua degli Inca) sbarcarono in Europa; qui però vennero per almeno due secoli considerate delle curiosità botaniche e, tranne poche eccezioni, coltivate con poco entusiasmo dai contadini europei.
Nel XVIII secolo però iniziarono ad essere coltivate con solerzia dai contadini tedeschi, soprattutto in seguito alle epidemie e alle carestie degli anni 1743 e 1754-55.
Perchè la patata era vista con sospetto? Innanzitutto perchè appartenente alla famiglia delle solanacee, piante che - contenendo solanina - possono essere velenose se maneggiate con scarsa perizia, come altre solanacee famose, la Belladonna, la Dulcamara ecc.; secondariamente le solanacee già note, come la Belladonna, l'Erba morella ecc. erano utilizzate anche come stimolanti, eccitanti e altro ancora e perciò in odore di stregoneria.
Occorreva poi grande perizia nel coltivarla e nel cucinarla, essendo una pianta diversa da quelle del vecchio mondo: infatti se raccolta acerba sprigiona solanina, che come abbiamo già detto è velenosa, e se non viene cotta a dovere e spellata è indigesta, disgustosa.
Non esistendo tuberi simili originari del vecchio mondo i contadini dovettero riaddomesticare culturalmente la patata e non fu un'impresa da poco.
Lo studioso Giovanni Rebora dice a proposito:" Le patate non entrarono subito nella mentalità alimentare perchè erano intraducibili...". Insomma sia l'aspetto inconsueto delle patate, sia anche il fatto che la patata non si potesse panificare, ossia ricavarne una sorta di pane, la rendeva poco attraente agli occhi dei contadini. L'uomo mediterraneo in età moderna infatti considerava la triade pane, vino e olio "centrale" nella propria alimentazione, come dice F. Braudel; quando il pane scarseggiava cercava di panificare con tutto quel che aveva a disposizione: la polenta nacque dal tentativo di ricavare pane dalla farina di mais; d'altronde in Liguria si tentò di panificare con i ceci (e si ottenne la farinata) in Sardegna con le ghiande (dove il pane di ghiande è attestato da diverse fonti fin nell'800). La patata era in-panificabile, dunque, mi si perdoni il calembour, in-qualificabile.
In Francia la patata si diffuse solo nella seconda metà del '700 grazie alla pubblicistica (iniziavano allora a diffondersi i trattati sull'agricoltura) di Antoine Auguste Parmentier, un soldato francese, viaggiatore nonchè buongustaio, che inventò la ricetta anche delle famose pommes Parmentier.

Come è noto, non fu impresa facile, perché la prima patata aveva un sapore acre. Parmentier perfezionò i metodi di semina e moltiplicò le specie, fino ad ottenere le varietà conosciute attualmente. Tuttavia la popolazione rimaneva molto diffidente. Per ottenere la sua adesione, Parmentier, intelligentemente appoggiato da Luigi XVI, dovette usare numerosi sotterfugi. Tra l'altro, fece seminare campi di patate alla periferia di Parigi (oggi i quartieri della Porte Maillot e di Grenelle) e "li fece ostentatamente. sorvegliare durante il giorno, per invogliare il popolo a saccheggiarli di notte”.
A. Parmentier fu per molte altre ragioni uno dei primi specialisti della nutrizione, della dietetica e dell'igiene alimentare; lo testimoniano i suoi numerosi studi. Ed in particolare gli studi sulla fermentazione del pane, sulle farine, sulla molitura che sfociarono nel concetto di pane integrale; le analisi delle acque e del latte, le ricerche sull'utilizzazione del freddo per la conservazione della carne e sul valore nutritivo delle fecole, gli studi sull'estrazione dello zucchero dall'uva (il blocco privava allora la Francia dello zucchero di canna), ecc.
Durante la Rivoluzione alcuni bravi francesi, dimenticando che se non morivano di fame era anche grazie alla patata, si ricordarono solo che Luigi XIV aveva appoggiato Parmentier nel suo sforzo di volgarizzazione. Divenuto in tal modo nemico del popolo, Parmentier venne tradotto davanti ad un tribunale di epurazione che l'espulse da Parigi. Lo richiamò la Convenzione e gli conferì una "corona civica " ed un titolo di Farmacista Ispettore. Nel 1796 entrò a far parte dell'Institut de France.
Colui che di volta in volta viene battezzato giardiniere, "inventore" della patata o agronomo, morì nel 1813, Ispettore Generale del Servizio di Sanità dell'Esercito, Membro dell'Accademia delle Scienze e Barone dell'Impero.

Nel XIX secolo la patata di diffuse in tutto il vecchio mondo; negli anni '40 una serie di disastrose raccolte di patate dovute a infestazioni della "ruggine delle patate" (Phytosphora Infestans), provocarono la migrazione forzata degli Irlandesi, che ne avevano fatto da un secolo il loro cibo principale, verso l'America.
Introdotta precocemente in Italia dai Carmelitani scalzi la patata ebbe scarsa fortuna fino alla seconda metà del '700, epoca in cui si iniziarono coltivazioni su larga scala in diverse regioni italiane; tuttavia ancora all'inizio dell'800 in Italia la patata in talune zone veniva ancora considerata cibo per poveri e vilmente disprezzata dalla borghesia. In Garfagnana la coltivazione della patata pare venne introdotta solo nel 1815, in Liguria ad esempio ancora nel 1799 i contadini di Roccatagliata non la conoscevano; numerosi testi della prima metà dell'800 promuovono la coltivazione della patata, che stentava ad affermarsi, come afferma P. Camporesi ne La terra e la luna.
L'importanza delle patate nelle cucine regionali italiane ancor oggi varia da regione a regione; questo il parere dell'Artusi sulla patata : "Essa si presta ad essere cucinata in tante maniere; però ha lo stesso difetto del riso: di essere cioè un alimento che ingrassa e gonfia lo stomaco, ma nutre pochissimo..." .
In realtà la patata contiene proteine, vitamine B e C, potassio e amido, e l'inventiva dei popoli del nord Europa, scandinavi in primis ne ha saputo ricavare acquavite e diversi tipi di ottima vodka. "
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